Il restauro dei libri tibetani

Dopo due anni di pandemia finalmente ricomincio a viaggiare. L’occasione è quella di presentare una mia recente ricerca sulla carta himalayana e il restauro dei libri tibetani.
Dal 3 al 9 luglio 2022 l’International Association for Tibetan Studies sceglie la capitale della Repubblica Ceca per ospitare il suo XVI seminario.. E’ l’incontro di centinaia di professionisti che operano ricerche intorno al Tibet alla sua cultura millenaria, un’intera settimana di dibattiti, conferenze ed eventi sociali sul tema.
Perciò, è tempo di tornare a Praga!

Ho deciso di partecipare al Seminario per presentare la mia analisi sul restauro del libri tibetani effettuato in passato e in tempi più recenti in Occidente.
Basandomi su casi studio dalla Collezione Tucci Tibetana che appartiene alla Biblioteca IsIAO, fornisco una panoramica sulla storia e l’evoluzione del restauro. Condivido anche domande e riflessioni su metodi e materiali generalmente impiegati sui libri tibetani in formato pothi.
Il mio articolo è particolarmente incentrato sul bagaglio di conoscenza e la consapevolezza che un restauratore occidentale dovrebbe acquisire per poter operare con pieno rispetto su questi preziosi manufatti. Dove si pone il limite? Come possiamo trattare i libri tibetani senza correre il rischio di compromettere la loro storia o di commettere una violazione della loro sacralità?

Senza alcuna pretesa di essere esaustivo, spero che questo piccolo contributo possa dare avvio a un proficuo dibattito sull’argomento. A tal fine sarò felice di condividere idee ed esperienze con altri colleghi per migliorare la pratica del restauro.
Perciò, chiunque fosse coinvolto nel restauro dei libri tibetani e fosse interessato a unirsi alla discussione, può scrivermi a federica.delia@rectoversolab.it.

Uno scorcio del castello dal Ponte Carlo.